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Alfredo Di Bacco
dbalfredo@libero.it
http://www.flickr.com/photos/pictor47/
Alfredo Di Bacco è nato a Sulmona nel 1947. Vive e lavora a Popoli (PE) via Garibaldi,26.

Iinternet:http://www.flickr.com/photos/pictor47/

Mostre personali:
1971 Centro Servizi Culturali Sulmona
1973 Centro Iniziative Culturali Avezzano
1973 Arte Proposte di C.Manzo Pescara
1974 Saletta Palizzi Vasto
1976 Gruppo Scipione Macerata
1976 Galleria Ponterosso di E. Riccitelli Pescara
1978 Galleria Inquadrature di Innocenti Firenze
1979 Galleria International Art Gallery Latina
1980 Galleria Centro d’Arte La Stalla Montorio al Vomano (TE)
1981 Galleria l’Occhio Popoli (PE)
1983 Officina Culturale 77 L’Aquila
1983 Galleria d’Arte Moderna Teramo
1996 Galleria Arte 96 Francavilla al mare (CH)
1997 Castello Forte Spagnolo L’Aquila
2007 Taverna Ducale Popoli (PE)

Principali mostre collettive:

-Concorso INA-Touring, Milano 1965
-Premio Sulmona, 1969, 1971
-Premio Mazzacurati, Teramo 1970 e 1974
-Premio Primavera, Foggia 1971
-I Biennale d’Arte, Lecce 1971
-Rassegna d’Arte Grafica, Pescocostanzo (AQ) 1971,1972,1973
-“Omaggio a dieci pittori operanti in Abruzzo”, Sulmona (AQ) 1971
-Premio Lemmi, Firenze 1972
-Abruzzo nelle tele, Roma 1972
-Premio Salvi, Sassoferrato 1972, 1974, 1975, 1976, 1977, 1978, 1981, 1982
- V Biennale Dodaro, Bari 1973
-Premio Michetti, Francavilla al Mare (CH) 1973, 1974, 1975, 1976, 1977, 1978, 1982,1983.
-I Rassegna d’Arte, S. Vito dei Normanni 1974
-Omaggio a Michetti Tocco da Casauria (PE) 1974
-III Interregionale, Bari 1975
-Ribalta Uno, Francavilla al Mare (CH) 1976
-Galleria Fidesarte, Mestre-Venezia 1977
-Rassegna di pittura, Avezzano 1977, 1980
-Premio Cadorago,Como 1977
-Premio Marsica Arte Sacra ,Avezzano(AQ) 1978
-Premio Penne (PE) 1979
-Aspetti della figurazione in Abruzzo, Montorio al Vomano (TE) 1979
-Linguaggi Altrui, Angri (Benevento) 1980
-Tela d’Oro “T.Patini” S.Demetrio ne’ Vestini (AQ) 1981
-Artisti per l’Officina Culturale 77 L’Aquila 1983
-Biennale Mediterranea d’Arte Contemporanea, Catanzaro, 1983
-L’Unicorno, Galleria Pio Monti, Roma 1984
-L’Unicorno, Galleria Pio Monti, Macerata, 1985
-Macerata Art, Galleria Pio Monti, Macerata 1985
-Arte Fiera di Bologna 1985
-Arte Fiera di Bari, 1985
- Collabora alla realizzazione della “Via Crucis” per la chiese di S.Bartolomeo, Cerchio(AQ) 1987.
-Dal 1988 al 1992 dipinge quadri per la chiese d S. Francesco, Popoli (E)
-Rassegna Pittori Peligni, Castelvecchio Subequo(AQ) 1989
-Premio Trevi Flash Art Museum, Trevi (Perugia),1996
-Premio Trevi Flash Art Museum, Museo Civico Trevi(Perugia),1997.
-Museo di Artisti Abruzzesi, Nocciano (PE),1998
-Rassegna Arti Visive”C. D’Ascanio”, Popoli(PE), 2001
-Pittori Peligni, Castelvecchio Subequo(AQ),2002
-Tensioni e riflessi del Sangro, Atessa (CH), 2005


Si sono interessati alla sua pittura numerosi critici d’arte , ricordiamo:

Pietro Amato,Cecilia Trombadori, Tommaso Paloscia, Marcello Venturoli, Franco Solmi, Mariano Apa, Augusta Monferini, Lorenzo Mango, Luciano Marziano, Toni Bonavita, Elio Mercuri, Giuseppe Rosato, Gianmario Sgattoni, Farinacci, Giachini, Gilberto Cerioni, Umberto Russo, Aleardo Rubini, Antonio Gasbarrini, Elio Rucci, Vittorio Valeriani, Rino Cardone, Rino Panza, Maria Cristina Ricciardi, Franco Simongini, Gianni Gaspari, Roberto Franco.

Stralci di critica

..Alfredo Di Bacco si è mosso coerentemente accrescendo dall'iniziale felicità della sua vocazione il suo pacchetto sensibile e culturale, in due direzioni: quella della esperienza diretta sulla natura e sulla vita e quella sul museo. E devo dire che la parentesi della cartella di serigrafie da me presentate di Alfredo Di Bacco, che tocca parabole socio politiche e, pur inserendosi nel discorso dell'artista abruzzese come contributo alla ricognizione del suo mondo, esula dal binomio sentimento-museo, o, se si preferisce, esperienza individuale, privata, da una parte, e senso del passato ritrovato a specchio dell'arte di tutti i tempi, dall'altra.
....E,veramente, il fruitore di questa interessante mostra personale, non certo di ordinaria amministrazione, si potrà domandare quanto sia rimasto di genuino e di riconoscibile in scene di così pura grazia arcaica, in paesaggi così fieramente depennati dalla presenza umana. Ma devo subito aggiungere che quando vidi tre di questi quadri, per altro non fra i migliori fra quelli che ora posso scegliere, mandati dall'artista al “Michetti” di quest'anno, ne rimasi colpito, perchè, sapendo dei precedenti di Di Bacco, vedevo in questo suo svolgimento lo specchio di una consapevolezza: il Museo era ed è per lui un modo di attingimento al profondo della sua storia umana, della storia di tutti, che, dopo decenni di modernità spinta ritrovano una misura più umana ed interiore, non nella negazione pura e semplice del linguaggio pittorico d'oggi, ma nella rimeditazione di quello di ieri e di ieri l'altro, fino all'epoca d'oro del Museo, per l'acquisizione del profondo, attraverso l'immagine aulica, di più edificanti, persuasivi, veritieri miti della nostra realtà.
Marcello Venturoli
Dalla presentazione della mostra personale, Galleria d'Arte Moderna, Teramo, 1983

Alfredo Di Bacco immette in un paesaggio neometafisico, pieno di silenzio, la visione dorata di un Unicorno equivalente del Cristo/Castità. Portato in aerata processione da amorini immersi nella luce della visione. La pittura si fa riposo, deposito di pennellate come tenerezze, come purezza, come castità: come equivalenza dell'unicorno simbolo.
Mariano Apa
Dal catalogo della mostra Unicorno, Gall. Monti, Roma, 1984

L'Unicorno da Pio Monti, dal 15 maggio alla fine di giugno. Intorno a questo favoloso soggetto gareggiano giovani esordienti e giovani maestri: Abate, Di Bacco, Fallini, Frongia , Galliani, Giorgetti-Toraldo, Lisanti, Renda e Tanganelli.
Augusta Monferini
Dalla rubrica Mostre, L'Espresso, Roma 20 maggio 1984

L'avventura pittorica di Alfredo Di Bacco, principia negli anni Settanta, avvicinandosi ad una pittura di tipo neo-realista, ispirandosi ai motivi di Rauschenberg e Rotella, nella sua critica alla società, una polemica aspra che arriva sino alla rottura. E infatti, è proprio di rottura che si parla, analizzando l'opera di Alfredo Di Bacco: rottura con il mondo esterno, rottura con la vita, con l'essere sociale. La contestazione, l'inutile ma quotidiano battersi per una causa persa, non lo interessano più: stanco ed esasperato smette di guardare il mondo ed incomincia ad immaginarlo, assumendo una posizione di distacco, che lo porta a filtrare il reale attraverso il sentire. Abbandona così gli acrilici, i colori forti, ed i contrasti, per la pittura a olio, con la quale, per la sua pastosità, può ammantare le immagini di quel silenzio ovattato e di quelle sfumature che caratterizzano la sua opera più recente, creando un'atmosfera fra il mistico e l'onirico.
Cecilia Trombadori
Da Quadri&Sculture, Rivista d'Arte, Febbraio-Marzo 1996

.... I lavori di Di Bacco appartengono a genesi fantastiche, ricordi di Arcadia fra paesaggi
rinascimentali o primo secenteschi, anzitempo la animosa rivolta del Magnasco. Spira in essi un che di statuario, singolarmente ritratto in vesti di sogno, sicchè non sapresti dire se le sue muse, i molti amori, le possenti allegorie, siano d'aria o di marmo.
....Giunge al teatro, perennemente in prima ribalta, della psiche. Vorrebbe ricostruire paesaggi dell'anima. E qui si insinua – non è tratto di minor fascino- quel tempo che Esiodo pose a fondazione di ogni altro: i semi del caos, le forme mute, in fieri infinito. E in pittura esse divengono domanda senza risposta. Come pure, sollecitano per forti scotimenti ammutolisci innanzi ai cantori dell'Odeon che hai ora di fronte, recuperando fra immagini di sogno e memorie classiche il fascino ininterrotto di tutte le questioni sospese, a un ciglio dal baratro o appena sulla soglia, già destinate eppure immutabili. Di Bacco resuscita il sogno di una classicità proibita, ricerca il Senso e recupera l'Enigma della poesia.
Francesco Revel
Dalla presentazione della mostra personale, Il Miracolo della Poesia, Forte Spagnolo, L'Aquila, 1997

Notturno, di Alfredo Di Bacco, è un opera di forte valenza concettuale all'interno di un processo pittorico fondato sul dialogo con i repertori iconografici del passato. Suggestioni paesaggistiche rinascimentali, fascinazioni novecentiste o insinuazioni contemporanee, come si coglie nel monumentalismo della figura in primo piano e nell'informale abbigliamento di questa, si mescolano ad allegorie esoteriche, a temi simbolici, a ricordi personali che riemergono come fantasmi del passato. Se ne trae un senso di verità soprannaturale, ieratica e perenne. La memoria, capace di invertire la rotta della storia, diviene elemento scatenante di un fare artistico che riaccredita nella pratica pittorica il pieno valore dell'opera, avvicinando l'autore alla poetica “anacronista” del tempo “palombaro”, sostenuta alla fine degli anni settanta dal critico Maurizio Calvesi.
Maria Cristina Ricciardi
Dal Catalogo dei Pittori Peligni, Castelvecchio Subequo (AQ), 2002

Galleria alfredodibacco
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