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| IRAN: ALTRE 99 FRUSTATE PER SAKINEH | | HANDS OFF CAIN | | | 4 settembre 2010: Sakineh Mohammad Ashtiani è stata sottoposta in Iran a 99 frustate per “aver diffuso corruzione e indecenza” a seguito della pubblicazione sul Times di Londra della foto di una donna senza velo erroneamente attribuita a lei, rende noto il figlio di Sakineh. La 43enne Sakineh, che è stata condannata alla lapidazione per adulterio, secondo le autorità sarebbe anche coinvolta nell’omicidio di suo marito, avvenuto nel 2006. Dopo aver pubblicato la foto la scorsa settimana, il giornale ha ammesso l’errore spiegando che in realtà la foto ritrae una donna iraniana residente in Svezia. Secondo il figlio di Sakineh, il 22enne Sajad, la vicenda della foto è un pretesto per punire sua madre e costringere al silenzio gli attivisti per i diritti umani che dall’estero si battono per salvarle la vita. Nessuna fonte indipendente ha finora confermato le affermazioni di Sajad, secondo cui la condanna alle frustate sarebbe stata emessa ed eseguita pochi giorni fa. Sakineh aveva già subito 99 frustate quattro anni fa, dopo essere stata riconosciuta colpevole di “relazioni illecite” avute con due uomini, dopo l’uccisione del marito. Sajad, che all’epoca aveva 17 anni, scelse di assistere alle frustate non volendo lasciare sola la madre in quella circostanza terribile e umiliante. | | Segue... | | | | | SINGAPORE: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE | | HANDS OFF CAIN | | | 4 settembre 2010: due condannati a morte di Singapore hanno ricevuto la commutazione della pena da parte della locale Corte d’Appello. Si tratta di Daniel Vijay Katherasan e Christopher Sasmson Anpalagan, entrambi di 27 anni, che dovranno ora trascorrere in carcere da 5 a 20 anni e subire almeno 12 colpi di canna. Insieme ad un terzo uomo erano stati condannati a morte per l’omicidio di un conducente di camion, commesso nel 2006 durante un tentativo fallito di rapina. La Corte d’Appello ha stabilito che i due non avevano l’intenzione di uccidere la vittima, per cui il loro caso è stato rinviato all’Alta Corte, che dovrà stabilire l’entità della pena. Il terzo uomo, Nakamuthu Balakrishnan, 51 anni, resta ora il solo condannato a morte in relazione all’omicidio. | | | | | | | CINA: VERSO ULTERIORE DIMINUZIONE DELLE CONDANNE CAPITALI | | HANDS OFF CAIN | | | 2 settembre 2010: la Cina ha adottato una nuova misura per limitare il numero delle condanne a morte e prevenire quelle errate, assicurando lo svolgimento dei processi d’appello, scrive il giornale China Daily. In base ad un’interpretazione pubblicata dalla Corte Suprema del Popolo e dalla Procura Suprema del Popolo lo scorso 31 luglio, una volta accettato da un’Alta Corte, nessun appello potrà più essere revocato dal condannato a morte che lo ha presentato. “Certe volte gli imputati che presentano appello vengono minacciati da poliziotti e giudici che hanno seguito il caso e che potrebbero essere puniti qualora emergessero loro errori con conseguente annullamento della condanna, ha spiegato al giornale l’avvocato Che Xingyi, di base a Pechino. Secondo la Corte Suprema, diverse Alte Corti e Procure provinciali hanno avuto a che fare con condannati che hanno deciso di revocare l’appello a processo già iniziato. “Dal momento che non c’erano precise regole per una situazione del genere, alcune corti hanno accettato la revoca, altre no”, ha reso noto la Corte Suprema. “L’interpretazione serve a colmare questa differenza”. Secondo la Corte Suprema, chi presenta appello dopo essere stato condannato a morte deve avere dubbi circa il processo di primo grado, di conseguenza l’Alta Corte deve svolgere un secondo processo anche se il condannato chiede la revoca dell’appello. Secondo molti osservatori, quest’interpretazione è un ulteriore passo verso la diminuzione delle condanne a morte, dopo che nel 2007 la Corte Suprema del Popolo si è ripresa il potere esclusivo di riesaminare le condanne capitali. | | Segue... | | | | | IRAN: IHR, CENTINAIA DI ESECUZIONI NEL CARCERE DI MASHHAD NELL’ULTIMO ANNO | | | | | 25 agosto 2010: sarebbero centinaia le esecuzioni capitali effettuate nell’ultimo anno nel carcere Vakilabad di Mashhad, nell'Iran nord-orientale, rivela 'Iran Human Rights' (Ihr), ong che si batte contro la pena di morte nella Repubblica Islamica. Fonti iraniane citate da Ihr riferiscono che le esecuzioni a Mashhad hanno avuto luogo in segreto e senza preavvisare né i detenuti né i loro familiari. La maggior parte dei giustiziati, riferisce il sito web di Ihr, era stata riconosciuta colpevole di reati legati alla droga. "Ci sono riscontri su esecuzioni di massa", ha affermato Mahmood Amiry-Moghaddam, portavoce di Ihr, riferendosi alle voci sempre piu' insistenti su quanto sta accadendo a Valikabad. "Decine, forse centinaia di detenuti, e noi riteniamo siano centinaia, sono in pericolo di imminente esecuzione", ha aggiunto l'avvocato invocando "l'intervento della comunita' internazionale, in particolare dell'Onu, affinché invii lo Special Rapporteur per indagare su queste testimonianze". Le rivelazioni delle fonti citate da 'Ihr' su esecuzioni di massa a Mashhad trovano conferma nella testimonianza pubblicata circa due settimane fa dal sito web d'opposizione 'Green Voice of Freedom', secondo cui sarebbero stati giustiziati 70 prigionieri senza preavviso. Uno studente di teologia vicino all'ex presidente riformista Mohammad Khatami, Ahmad Ghabel, che ha trascorso 170 giorni nel carcere di Vakilabad ed è stato rilasciato a giugno, ha detto essere almeno 50 le persone giustiziate nel carcere nel periodo della sua detenzione. Il 10 aprile – ha aggiunto Ghabel - 35 prigionieri sono stati impiccati a Vakilabad. Di queste esecuzioni solo cinque sono state riportate dalla stampa ufficiale. Secondo diverse fonti, nelle carceri iraniane si sta eseguendo il piano del capo della magistratura, l'ayatollah Sadeq Larijani, che avrebbe inviato una lettera riservata alla Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, chiedendogli il proprio avallo politico per rendere esecutive 1.120 sentenze di morte gia' emesse dai tribunali del Paese. | | Segue... | | | | | NIGER: APPELLO PER ABOLIZIONE PENA CAPITALE | | HANDS OFF CAIN | | | 1 settembre 2010: il Niger ha l’”occasione storica” di abolire la pena capitale nella nuova costituzione che il mese prossimo sarà sottoposta a referendum, si legge in un comunicato di Amnesty International. La misura viene definita da Amnesty “essenziale” per il ripristino e consolidamento dello stato di diritto nel Paese, dopo il colpo di stato del 18 febbraio 2010. Una commissione istituita per rivedere la Costituzione, il mese scorso ha approvato una bozza contenente più di 130 emendamenti, inclusa l’amnistia per gli autori del colpo di stato. A gennaio prossimo il Niger terrà le elezioni per designare il successore del presidente Mamadou Tandja, che ha guidato il paese per 10 anni prima di essere deposto. Il leader della giunta militare, il generale Djibo Salou, a marzo ha deciso di escludere i militari dalla corsa per la Presidenza. Le ultime esecuzioni effettuate in Niger risalgono al 1976. Furono allora giustiziati il Comandante Bayéré Moussa, il Capitano Sidi Mohamed e Ahmed Mouddour, segretario generale della confederazione sindacale UNTN, condannati a morte dalla Corte di Sicurezza per aver partecipato al tentativo di colpo di stato nel marzo dello stesso anno. | | Segue... | | | | | UGANDA: CONDANNA CAPITALE CONFERMATA IN APPELLO | | HANDS OFF CAIN | | | 1 settembre 2010: la Corte d’Appello ugandese ha confermato la condanna a morte di un uomo riconosciuto colpevole dell’omicidio di suo nonno. Si tratta di Ronald Seruyange, 27 anni, che secondo i tre giudici della Corte, presieduta dal giudice George Engwau, avrebbe avvelenato suo nonno Erick Mafuta, nel distretto di Rakai. Seruyange, reo confesso, aveva presentato appello contro la condanna a morte, che ritiene essere eccessiva. Per l’imputato, il giudice non ha valutato bene le circostanze, negando la possibilità di attenuare la sentenza. Secondo l’Alta Corte togliere la vita ad un essere umano è uno sbaglio che non può essere né riparato né perdonato, e che merita solo la grave punizione della morte. Seruyange è stato condannato a morte nel 2003 dal giudice Mwangushya dell’Alta Corte di Masaka. Il codice penale dell'Uganda prevede 15 reati capitali: nove raggruppati sotto il titolo collettivo "tradimento" e, poi, reati contro lo stato, stupro, diffusione di un morbo, omicidio, rapina aggravata e rapimento aggravato. La morte è una pena obbligatoria per sei dei reati di tradimento e facoltativa per gli altri. | | Segue... | | | | | IRAN: SAKINEH, FINTA ESECUZIONE PER TORTURARLA | | HANDS OFF CAIN | | | 31 agosto 2010: le autorità del carcere iraniano in cui è rinchiusa Sakineh Mohammadi Ashtiani hanno annunciato alla donna che sarebbe stata impiccata il giorno seguente, cosa che non è poi avvenuta, ha denunciato al giornale inglese The Guardian il figlio della Ashtiani. In base alla falsa comunicazione data alla donna il 28 luglio, l’impiccagione sarebbe dovuta avvenire la mattina seguente all’alba. La Ashtiani, che è stata condannata alla lapidazione per adulterio, ha messo per iscritto le proprie volontà ed ha abbracciato i compagni di cella nel carcere di Tabriz all’approssimarsi della chiamata per la preghiera del mattino, quando cioè si aspettava di essere portata al patibolo. “Le pressioni internazionali hanno finora evitato che le autorità iraniane eseguissero la condanna a morte, ma la stanno uccidendo ogni giorno in tutti i modi possibili”, ha detto al giornale uno dei due figli della Ashtiani, il 22enne Sajad. L’annuncio alla donna della finta esecuzione è giunto dopo che per giorni le autorità carcerarie hanno negato a familiari ed avvocati la visita alla prigioniera. Ai suoi bambini è stato detto che la donna non voleva vederli mentre a lei è stato detto che nessuno aveva chiesto di incontrarla. Sajad è venuto a conoscenza di questo ultimo episodio di violenza psicologica contro sua madre da una telefonata avuta con lei ieri. “Sono furiosi per la mobilitazione internazionale in favore di mia madre, così si vendicano contro di lei”, ha detto. “Più sono le pressioni provenienti dall’estero, più loro la maltrattano”. La Ashtiani, 43 anni, ha già subito 99 frustate per aver avuto “una relazione illecita fuori dal matrimonio” nel 2006, ma un altro tribunale ha riaperto il suo caso dopo l’omicidio di suo marito. La donna è stata assolta dall’accusa di omicidio ma giudicata colpevole di adulterio e condannata alla lapidazione. Da quando il suo caso è alla ribalta internazionale, le autorità iraniane la indicano come complice nell’omicidio di suo marito, nonostante il suo avvocato Houtan Kian, nominato dal governo, abbia accusato le stesse autorità di aver inventato accuse contro di lei. Sajad crede che l’unico motivo per cui sua madre è ancora viva sia la mobilitazione internazionale per il suo rilascio. “Prego che tutti nel mondo continuino a sostenerla, è l’unico modo utile per evitarle l’esecuzione”. In un incontro avuto oggi nell’ufficio della magistratura della sua città, a Sajad è stato detto che il fascicolo relativo all’omicidio di suo padre è andato perso. “Stanno mentendo sulle accuse mosse a mia madre. Lei è stata assolta rispetto all’omicidio di mio padre, ma ora il governo sta presentando la propria falsa versione”. La settimana scorsa l’abitazione dell’avvocato Kian è stata rovistata da agenti in borghese e diversi documenti, compreso quello che attesta l’assoluzione di Sakineh nel caso dell’omicidio del marito, sono stati confiscati. Da allora le autorità hanno reso impossibile reperire una copia della sentenza. “Stanno distruggendo tutti i documenti ufficiali”, denuncia Sajad, “perché sanno che contengono molte discrepanze e contraddizioni”. | | | | | | | USA: FORSE STOP ESECUZIONI PER CARENZA BARBITURICO | | HANDS OFF CAIN | | | 28 agosto 2010: la penuria di sodio tiopentale (Pentothal) su tutto il territorio degli Stati Uniti potrebbe portare ad uno stop delle esecuzioni di diversi mesi. Il sodio tiopentale è il barbiturico presente in tutti i protocolli di iniezione letale dei vari stati Usa: nei protocolli con tre farmaci costituisce il secondo passaggio, mentre nei nuovi protocolli basati su un unico farmaco è proprio quello previsto. Tre giorni fa il Kentucky ha reso noto di avere in magazzino solo 9,5 grammi del farmaco. Per una esecuzione servono 3 grammi, più altri 3 come “emergenza” nel caso di complicazioni. Questo ha indotto il governatore democratico Steve Beshear, dopo che i funzionari penitenziari non hanno trovato altro Pentothal nè sul mercato nè in prestito da altri stati, a firmare solo uno dei 3 mandati di esecuzione che gli erano stati sottoposti, e a disporre un rinvio per gli altri due. Per il 16 settembre Beshear ha fissato l'esecuzione di Gregory Wilson, condannato nel 1988 per lo stupro e l'omicidio di Deborah Pooley nel maggio 1987. Sono state invece rinviate a data da destinarsi le esecuzioni di Ralph Baze, accusato di aver ucciso due poliziotti nel 1992, e di Robert Carl Foley, condannato nel 1993 e 1994 per un totale di 6 omicidi. I funzionari del Kentucky hanno inoltre raccontato che mentre loro stessi contattavano altri stati alla ricerca di Pentothal, altri stati avevano contattato loro per lo stesso problema. In Oklahoma una esecuzione è stata rinviata dopo che un giudice federale ha imposto una udienza pubblica per discutere la richiesta dello stato di sostituire il pentothal con un farmaco considerato equivalente. In Ohio i funzionari penitenziari già dall'inizio dell'anno hanno detto che stanno decidendo il calendario delle esecuzioni proprio basandosi sulla difficoltà a reperire il Pentothal. Il farmaco è prodotto negli Stati Uniti dalla ditta Hospira, che ha sede nei sobborghi di Chicago. Il portavoce della ditta ritiene che le scorte potrebbero essere ripristinate nei primi mesi del 2011, ed ha spiegato che la carenza è derivata dalla carenza di un altro farmaco, il Propofol, di più comune uso nelle sale operatorie. La carenza di Propofol avrebbe indotto diversi anestesisti a ripiegare sul Pentothal, generando così la scarsità del barbiturico. | | | | | | | GIAMAICA: CONDANNATO ALLA FORCA PER OMICIDI | | HANDS OFF CAIN | | | 26 agosto 2010: un ex-soldato è stato condannato all’impiccagione in Giamaica in relazione a quattro omicidi avvenuti nel 2008. Si tratta di Leslie Moodie, 35 anni, condannato a morte dal giudice della Corte Suprema Horace March per gli omicidi di quattro persone commessi nel night club Double Diamond nell’ottobre 2008. Per gli avvocati difensori Moodie era ubriaco quando aprì il fuoco sulle vittime, dopo essere stato provocato. Nel pronunciare la condanna capitale, il giudice ha sostenuto che l’unica pena imponibile fosse la morte. Le attenuanti – ha detto March – non hanno superato le estreme ed eccezionali circostanze degli omicidi. L’esecuzione del condannato appare tuttavia improbabile dal momento che in Giamaica non avvengono esecuzioni capitali da più di 20 anni. Oltre a Moodie, sono almeno altri quattro i prigionieri nel braccio della morte del Paese. | | Segue... | | | | | GIAPPONE: CAMERA DELLA MORTE MOSTRATA ALLA STAMPA | | HANDS OFF CAIN | | | 27 agosto 2010: le autorità giapponesi hanno mostrato alla stampa una stanza per le esecuzioni, consentendo così per la prima volta all’opinione pubblica nipponica di vedere il luogo dove i condannati a morte vengono impiccati. Il tour per i giornalisti, durato circa 30 minuti, è stato organizzato dal Ministero della Giustizia nella “Detention House” di Tokyo, sulla base delle istruzioni fornite dal Ministro della Giustizia Keiko Chiba, intenzionata a suscitare pubblico dibattito sulla pena capitale. Funzionari della struttura carceraria e del Ministero hanno accompagnato i circa 20 giornalisti nella stanza delle esecuzioni, che fa parte di un complesso comprendente le stanze del cappellano, dei funzionari e dei bottoni. I giornalisti sono stati fatti salire su un piccolo bus e portati fino al complesso, con il divieto assoluto di parlare e di portare altro che penna e blocco per appunti. La prima tappa è stata la stanza del cappellano, dove i prigionieri possono rivolgersi ad un cappellano nominato dalle autorità della prigione. La stanza ospita una statuetta di buddha, tuttavia su richiesta è possibile avere ornamenti cristiani o shintoisti. Nella stanza vengono offerti ai prigionieri tè, frutta o dolci. Poi i reporter sono stati accompagnati nella stanza che precede quella delle impiccagioni, dove ai detenuti viene offerta l’ultima possibilità di parlare con il cappellano. E’ qui che il capo del carcere annuncia formalmente le esecuzioni. I prigionieri vengono poi bendati, ammanettati e scortati nella stanza delle impiccagioni. Una tenda è l’unica cosa che separa la stanza delle esecuzioni da quella precedente, impedendo così ai detenuti di vedere la corda che, fissata al pavimento, pende da una carrucola posta sul soffitto. I giornalisti non hanno potuto vedere la corda dal momento che – come hanno spiegato le autorità carcerarie – questa viene istallata solo in occasione di esecuzioni. Nella camera delle esecuzioni, le gambe del prigioniero vengono legate, il cappio viene stretto intorno al collo ed il prigioniero sta in piedi al centro di un quadrato rosso, posto in corrispondenza della botola. Poi tre addetti entrano in una stanza laterale in cui ci sono tre bottoni, che vengono premuti nello stesso momento in modo da non sapere chi effettivamente apra la botola. Dalla stanza a loro riservata, i funzionari assistono all’impiccagione. Dopo che un medico ha confermato il decesso, entro cinque minuti il corpo viene sistemato nella bara. | | Segue... | | | |
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