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IRAN: GIUSTIZIATI DUE ATTIVISTI AHWAZI
 HANDS OFF CAIN
29 gennaio 2014: secondo fonti in contatto con Iran Human Rights (IHR), due attivisti arabi ahwazi, Hadi Rashedi e Hashem Shabani, sono stati giustiziati in Iran.
Funzionari dell’intelligence iraniani hanno informato le famiglie dei prigionieri che le esecuzioni sono state effettuate quattro giorni fa.
Gli attivisti ahwazi ritengono che Hadi Rashedi e Hashem Shabani siano stati uccisi immediatamente dopo il loro trasferimento dal carcere Karoun di Ahwaz.
Hashem Shabani (32) e Hadi Rashedi (38) erano stati condannati a morte per moharebeh ("comportamento ostile a Dio"), Mufsid-fil-Arz ("corruzione sulla terra") e diffusione di propaganda contro il sistema nel luglio 2012 insieme ad altri tre prigionieri politici. Tutti erano membri fondatori di Al-Hiwar, un istituto che promuove cultura e letteratura araba tra i giovani Ahwazi.
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INDIA: COMMUTAZIONE IN ERGASTOLO
 HANDS OFF CAIN
26 giugno 2012: l’Alta Corte di Bombay ha commutato in ergastolo la condanna a morte che era stata emessa dal tribunale di Kolhapur nei confronti di un uomo - Ramesh Randiwe - che ha ucciso la moglie incinta e tentato di uccidere due suoi figli, nell’agosto 2008.
Secondo l’accusa, all’origine dell’omicidio ci sarebbe stato il desiderio di Ramesh di avere un terzo figlio, mentre sua moglie Ashwini non se la sentiva.
B P Jakhade, avvocato difensore, ha sostenuto che la morte della donna sia stata accidentale.
I giudici V M Kanade e P D Kode hanno stabilito che “il caso non rientra tra i più rari tra i rari, meritevoli della pena di morte”.
Inoltre i giudici hanno detto che imporre la condanna a morte porterebbe i figli ad essere privati di entrambi i genitori, condannando quindi Randiwe all’ergastolo senza rilascio prima di 18 anni effettivi di carcere.
I giudici hanno stabilito che l’omicidio non è stato commesso per trarre vantaggi materiali, inoltre non è stato premeditato.
Infine, il numero di persone uccise o aggredite non fa rientrare il caso tra quelli punibili con la pena di morte.
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